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Struttura ecosistemico-ambientale

L’ambito della Mugia dei Trulli, da un punto di vista geografico, si presenta come un esteso altopiano calcareo compreso tra la Terra di Bari, l’Arco Jonico tarantino, il Salento e il Mare Adriatico. Il comprensorio costiero dell’ambito coincide interamente con la Figura territoriale della Piana degli Ulivi secolari, che a seguito di un netto cambiamento di quota digrada verso il mare dolcemente assumendo un paesaggio nettamente differente rispetto all’altopiano sovrastante. I cambiamenti di quota determinano le principali variazioni nell’assetto ambientale, con a quote maggiori i boschi di fragno e i prati-pascolo, mentre lungo la costa gli uliveti, per la gran parte a carattere monumentale.

Aree a sensibilità ambientale. Botanico-vegetazionale.

Le differenze di quota e le particolari condizioni geomorfologiche e di clima di questo settore della Puglia fanno si che nelle aree più interne di altopiano vi sia una vegetazione caratterizzata da boschi mesofili dominati dal Fragno Quercus trojana, mentre lungo i pendii della scarpata murgiana si riscontrino le condizioni ottimali per l’instaurarsi del bosco misto a prevalenza di Leccio Quercus ilex con Quercia virgiliana Quercus virgiliana e Fragno.
Nel complesso, l’intera area dell’altopiano delle Murge orientali (o di sud-est) presenta una naturalità dominata dalle formazioni boschive in cui il Fragno rappresenta uno degli elementi vegetali di maggior rilievo.
La superficie boschiva rappresenta circa il 17% dell’intera superficie dell’ambito e costituisce oltre il 90% dell’intera naturalità presente.
I pascoli sono rilevabili quasi esclusivamente nelle aree più interne, a stretto contatto con le formazioni boschive, anche se rappresentano solo il 2% circa della superficie territoriale dell’ambito.
A confine tra la fascia costiera e gli altopiani interni (valle d’Itria) si osserva un imponente gradino morfologico che rappresenta uno degli elementi che più caratterizza questo tratto di costa pugliese. L’intero versante della scarpata presenta pendenze tali che hanno impedito la messa a coltura dei terreni preservando un’estesa formazione a macchia mediterranea che corre, parallela alla costa, per oltre 30 km da Monopoli ad Ostuni. La macchia mediterranea si presenta sempre fitta e spesso impenetrabile specialmente nei versanti rivolti a levante mentre verso la sommità o in altri versanti è si associa alla gariga. Nella macchia prevalgono: Quercus ilex, Prunus spinosa, Crataegus monogyna, Pistacia terebinthus, Pistacia lentiscus, Arbutus unedo, Phyllirea latifolia, Rhamnus alaternus, Lonicera implex Daphne gnidium, Osyris alba.

La fascia costiera di quest’ambito è profonda, prevalentemente pianeggiante e nettamente tracciata dall’orlo della piattaforma calcarea pugliese che si affaccia sul mare con una scarpata morfologica pressoché continua, di origine tettonica e/o modellata dall’azione marina in epoche geologiche. Tale scarpata, caratterizzata da versanti ripidi e nettamente raccordati alla piana sottostante, raggiunge il massimo sviluppo in altezza in corrispondenza dell’area compresa tra il territorio di Monopoli e Fasano (ove è presente la cosiddetta “Selva di Fasano”), per poi decrescere via via ai lati, fino a sparire.
La costa tra Polignano e Brindisi è inoltre ritmata da un fittissimo sistema a pettine di lame, generalmente poco gerarchizzato, caratterizzato da percorsi brevi e rettilinei, oltre che da canali di regimentazione delle acque, spesso costruiti per controllare il sistema delle acque esistenti che, essendo torrentizio, nei periodi piovosi si riversava impetuosamente verso la costa. Nel tratto tra Polignano e Monopoli il sistema di lame è tipologicamente simile a quello del nord barese, mentre dopo Monopoli il percorso degli impluvi si accorcia e il passo si infittisce.
Monopoli con il suo porto rappresentava il centro marittimo di riferimento di un’area intensamente coltivata, compresa tra Polignano (a nord) e Fasano (a sud), da cui un tempo partivano verso oltremare le derrate alimentari eccedenti (soprattutto l’olio).
Da Monopoli in poi, procedendo verso sud-est, la costa si presentava come uno spazio vuoto ed intensamente coltivato.

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