Vai al contenuto

Rischio idrogeologico

Autorità di Bacino della Regione Puglia: idrogeomorfologia.

Geomorfologia

Dal punto di vista morfologico il territorio può essere schematicamente suddiviso in tre zone:

  • un'estesa area interna con caratteristiche di altopiano, con quote comprese tra 350 e 450 metri s.l.m.;
  • una zona costiera, di estensione più limitata, che parte da 130 m s.l.m. e degrada dolcemente verso il mare, con salti di pendenza in corrispondenza di modeste scarpate che delimitano i terrazzi di abrasione marina impostati sui depositi calcarenitici;
  • una terza zona, compresa tra le prime due, corrispondente alla ripida scarpata di faglia.

Nella parte più elevata del territorio, tra le contrade Gorgofreddo ed Impalata e tra Monopoli e Alberobello, la superficie è caratterizzata da numerose depressioni (doline), dove si raccolgono le acque meteoriche convogliate in essi da modesti impluvi naturali.
La scarpata murgiana, che divide l’altopiano delle Murge dalla piana costiera, presenta pendenze molto accentuate, spesso superiori al 35%, per cui va classificata come area potenzialmente instabile e soggetta a frane da crollo nei punti in cui l’ammasso roccioso è più fratturato.
Nella fascia costiera a valle della scarpata murgiana gli elementi morfologici predominanti sono rappresentati da cinque ordini di terrazzi marini (pianori) degradanti verso mare e da numerosi solchi erosivi (lame). La fitta rete di incisioni torrentizie che solcano la piana costiera hanno origine nella zona collinare, attraversano la pianura con andamento sinuoso, prevalentemente in direzione perpendicolare alla costa, e terminano o sul bordo delle scarpate d’abrasione dei terrazzi o sfociando a mare. Lungo la fascia costiera, dove affiorano prevalentemente rocce calcarenitiche, le aree potenzialmente instabili sono quelle corrispondenti a pareti di lame che sono più esposte all'erosione delle acque correnti.
Il tratto di costa di Monopoli si estende per circa 13 Km e può essere schematicamente suddiviso in due unità fisiografiche aventi caratteri morfologici e sedimentari differenti:

  • una ripida falesia molto frastagliata incisa nelle calcareniti ed alta alcuni metri, nel tratto compreso tra la località Torre Incine ed Il Capitolo;
  • una spiaggia sabbiosa lunga circa 3 Km e larga al massimo 20 m, presente a sud della località Il Capitolo, a tratti, delimitata verso l’entroterra da un gradino di erosione alto meno di un metro.

Lame

Dal punto di vista morfologico il territorio di Monopoli può essere schematicamente suddiviso in tre zone:

  • un'estesa area con caratteristiche di altopiano con quote comprese tra 350 e 450 m s.l.m.;
  • una zona costiera, di estensione più limitata, che parte da 130 m s.l.m. e degrada, dolcemente, verso il mare con salti di pendenza in corrispondenza di modeste scarpate che delimitano i terrazzi di abrasione marina impostati sui depositi calcarenitici;
  • una terza zona, compresa tra le prime due, corrispondente alla ripida scarpata di faglia, disposta subparallelamente alla costa ed estesa da Conversano ad Ostuni.

La prima zona, l’altopiano compreso nell’area della Murgia, costituisce un grande bacino endoerico in cui sono presenti pochi impluvi naturali, privi di un collettore principale, che terminano in doline, depressioni del terreno sul cui fondo, spesso, vi sono inghiottitoi, in cui si riversano le acque piovane che alimentano la falda idrica profonda.

La piana costiera è attraversata da due serie di incisioni, che sostituiscono l’antico reticolo idrografico, disposte a breve distanza dalla costa ed ubicate su due superfici poste a quote, rispettivamente, di 40 metri e di 80 metri sul livello del mare.

Nella pianura sono stati individuati sette bacini principali e molti bacini più piccoli. Le superfici di tali bacini sono comprese tra i 2,7 Kmq e i 26 Kmq, ed appaiono abbastanza vasti rispetto alle caratteristiche del reticolo idrico esistente nel comprensorio di Monopoli.

Negli ultimi decenni il reticolo idrografico è stato sottoposto a continue modificazioni, quasi sempre non autorizzate, che hanno stravolto l’assetto e compromesso le sue funzioni di collettamento e deflusso a mare delle acque dilavanti. Gli alvei delle lame e dei torrenti risultano spesso interrati, ricolmi di erbacce e sterpaglie, ma anche di rifiuti, trasportati dalle acque in occasione degli eventi meteorici. Il trasporto solido può facilmente ostruire le luci dei tombini stradali, creando sbarramenti e deviazione della corrente idrica con inevitabili inondazioni delle aree limitrofe ed a valle della strozzatura. Spesso gli straripamenti che, periodicamente, colpiscono vaste aree del territorio ed alcuni quartieri della città, anche in occasione di eventi piovosi non particolarmente intensi, sono dovuti agli effetti di interventi eseguiti sugli alvei che hanno modificato o addirittura interrotto il deflusso idrico.

Torna a Rischi

Accessibility